GNDCI LINEA 4-Valutazione della vulnerabilità degli acquiferi

U.O. 4.14

CNR-IRPI - Sezione di Bari

 

TEMATICHE

Le tematiche della U.O. 4.14 vertono essenzialmente sugli aspetti fondamentali dell’Idrogeologia, intesa quale scienza che studia le acque sotterranee.

L'attività della U.O. è sempre stata finalizzata a fornire conoscenze utili per la tutela e la salvaguardia delle risorse idriche sotterranee pugliesi o che, rinvenibili in altri ambiti territoriali, siano comunque di interesse per l'approvvigionamento idrico di aree contermini poste in Basilicata e Calabria. In effetti, le aree in cui si è operato sono collocate in modo tale, rispetto alle grandi reti di adduzione delle risorse idriche, da potersi considerare come interconnesse. Si è quindi inteso fare univocamente riferimento alle Risorse Idriche Sotterranee Locali (con l'acronimo RISL) anche se trattasi di risorse poste in diversi contesti amministrativi.

pozzo artesianoCon attenzione agli aspetti teorici, metodologici e tecnologici ma sopratutto applicativi, la U.O affronta quindi tematiche di interesse per un’area del Paese particolarmente condizionata dalla scarsa disponibilità di risorse idriche, in particolare superficiali, ed alla vulnerabilità di quelle sotterranee. Tradizionalmente, la U.O. presta particolare attenzione alle specificità degli acquiferi costieri.

Molto spesso gli studi svolti hanno finito per supplire alla carenza di conoscenze di base per la risoluzione di problemi particolarmente gravi, quali, ad es., il reperimento di nuove risorse idriche sotterranee e la loro protezione nei confronti di fenomeni di inquinamento salino ed antropico.Isoalina di riferimento

Nonostante la loro rilevanza, le RISL risultano continuamente esposte a gravi fenomeni di degrado qualitativo -si pensi al crescente inquinamento salino, ai casi di inquinamento organico e batteriologico, non estranei alle periodiche epidemie quali quelle di colera, ai diversi siti industriali inquinati, anche di interesse nazionale, e soprattutto al recentissimo caso di spandimenti abusivi di fanghi, con altissime concentrazioni di metalli pesanti rilevate su aree di ricarica tra le più pregiate, quelle della Murgia- e quantitativo, evidenziato da cali piezometrici elevati, pari anche a 50 m.

Da alcuni decenni sono sempre più evidenti, infatti, due forme distinte di degrado delle RISL: una qualitativa, da un lato derivante dagli inquinamenti provenienti dalle attività di superficie (smaltimento caotico e nocivo di rifiuti solidi e liquidi, sopra e sotto la superficie topografica), dall'altro dovuta al progredire dell'intrusione marina, e una quantitativa, riguardante la disponibilità vera e propria di acque sotterranee, sempre più ridotta in funzione di un generalizzato sovrasfruttamento ma anche a causa di un tendenziale calo della ricarica.


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