E’
ricercatore presso la Sezione di
Bari dell'Istituto
di Ricerca per la
Protezione Idrogeologica (IRPI) del
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR),
in cui opera fin dal 1989. L'attività scientifica della Sezione
verte
sulla caratterizzazione e gestione delle risorse idriche sotterranee,
sulla
protezione di queste dalle varie forme d'inquinamento e sulle
problematiche
di stabilità del territorio e rischio idrogeologico.
E’ docente a contratto presso l’Università della Calabria di Geologia Applicata e di Idrogeologia.
Durante la propria attività, ha affrontato particolarmente gli aspetti quantitativi dei fenomeni legati alla presenza dell'acqua e d’interesse per la Geologia Applicata e i rischi idrogeologici.
Ha svolto ricerche di carattere idrogeologico su vasti acquiferi carbonatici appenninici, il cui studio è reso complesso dalla sovrapposizione di rilevanti e successive vicende tettoniche. Tali ricerche hanno permesso sia di caratterizzare le modalità di circolazione idrica sotterranea e di venuta a giorno delle acque sotterranee che di quantificare i termini del bilancio idrologico degli acquiferi alimentanti numerose sorgenti. Tale contributo ha, in più di un caso, messo in luce il ruolo svolto dalla tettonica sulla circolazione idrica sotterranea in tali ambienti, permettendo avanzamenti anche nelle conoscenze puramente geologiche.
Ha svolto ricerche sul tema dell'inquinamento delle acque sotterranee, curando tutti gli aspetti connessi al rischio di degrado qualitativo e quantitativo delle risorse idriche sotterranee, con particolare riferimento alle specificità della Basilicata, Calabria e Puglia. In tale contesto, ha perseguito l'acquisizione di dati e la definizione di modelli numerici idrogeologici del flusso idrico sotterraneo e del trasporto degli inquinanti.
Partendo
dalla forte convinzione dell'importanza delle informazioni contenute
dalle
lunghe serie di dati idrologici e idrogeologici ad oggi disponibili,
dovuta
al rilevante condizionamento esercitato da tali variabili sui fenomeni
di interesse per il rischio idrogeologico, ha svolto ricerche nel campo
idrologico-statistico, dedicandosi allo studio delle serie temporali.
Le
variabili considerate, precipitazioni meteoriche, temperatura
atmosferica,
quote piezometriche, deflusso fluviale e sorgivo, sono state, di volta
in volta, messe in relazione tra loro e/o con gli effetti che hanno sui
versanti e sulle acque sotterranee. Recenti studi sono stati dedicati
al cambiamento climatico e agli effetti di questo sulla
piovosità, con riferimento al succedersi di siccità in
tutta l'Italia meridionale.
Negli anni ha
partecipato assiduamente
all'attività della collettività scientifica nazionale e
internazionale,
frequentando e tenendo corsi e convegni
nonché è membro di numerose associazioni scientifiche.
Riferimento
alla pagina principale di Maurizio Polemio
Ultimo aggiornamento del 21/01/04